Se non avete mai indossato un capo double probabilmente non avete idea di cosa si prova. La sensazione di piacere sulla pelle non deriva solo dalla totale assenza di fodera, quanto dalla consapevolezza che state portando un indumento con una storia, il frutto di un lavoro artigianale estremamente accurato, un vero lusso sartoriale.

Non necessariamente un capo double è anche reversibile, ma questa tecnica è nata proprio per rendere possibile la creazione di capi che avessero una doppia identità, generalmente abbinando fantasie a tinte unite.
Tecnica
Tutto ha inizio dalla stoffa, la pezza nasce già doppia e viene aperta con precisione micrometrica dividendo i due strati.
I lembi cosi’ ottenuti, vengono ripiegati su se stessi e cuciti manualmente.
Ogni capo è unico: mani abili ed esperte realizzano il soppunto rigorosamente a mano, in modo che le cuciture siano invisibili.
Vengono praticati  in media dai 35 ai 40 punti ogni 10 cm per donare la sartorialita’ che solo un capo double cucito a mano sa esprimere.
Storia
Negli anni Trenta il double è appannaggio esclusivamente dei cappotti, maschili e femminili generalmente in lane piuttosto pesanti.
Negli anni Cinquanta con Dior esplode la sua fama, per lo più nei cappotti dalla nota linea a corolla e perfino nelle cinture.
Negli anni Sessanta è Mila Schon a sposare il double con gli abiti a trapezio e le tuniche da indossare sopra i pantaloni a sigaretta.
Negli anni Settanta fanno la storia del double i lunghi cappotti a vestaglia, morbidi e destrutturati.
Tendenze
Oggi l’evoluzione del double si spinge verso l’accostamento di materiali diversi: non più solo bicolore ma bilaterale.
Lana e nylon, cotone e seta, per cappotti, trench, ma anche gonne e abiti.

if  you have never worn a Double face garment you probably do not have the idea of the experience.  – the beautiful sensation on skin stems from the lack of lining, but especially from the awareness of wearing a garment with an history, the result of a crafted handmade product extremely accurate …. a real tailored luxury

(altro…)