L’abito da cocktail

Il precursore dell’abito da cocktail, è apparso negli Stati Uniti durante il proibizionismo ( 1920-1933) come “democratizzazione” dell’abito da sera. All’epoca le serate si organizzavano nelle case private oppure in locali clandestini e l’abito da sera era troppo impegnativo. Alcolici e superalcolici, che si reperivano solo di contrabbando, erano superconcentrati e venivano diluiti per renderli bevibili. Fu così che nacquero i cocktail party, e ovviamente gli abiti da cocktail. Oggi che i cocktail party sono un po’ demodé, questo genere di abito viene usato per lo più in eventi semi-formali, e occasioni serali come una prima a teatro o una cerimonia.

 

“L’abito da cocktail: un mix di gusto retrò e dettagli moderni”

Questo genere di abito è un classico in ogni collezione di qualsiasi brand del lusso.

Ma come trasformare ogni volta un classico del guardaroba in qualcosa di diverso, unico e speciale? 

Senza dubbio una bella sfida per gli stilisti e per le aziende come Giuntini, cui spetta il compito di trasformare il sogno in realtà.

L’abito di queste immagini richiama lo stile charleston degli anni 20: lucido satin, profondo scollo a V…ma presenta anche un mix affascinante di mood diversi.

I ricchi ricami floreali, citazione delle decorazioni Liberty, creano un contrasto con la struttura quasi architettonica delle pieghe della gonna dall’orlo asimmetrico.

“L’abito da cocktail perfetto generalmente segue una sola semplice regola d’oro: più è aperto e ricco dalla vita in giù, e più deve essere sobrio dalla vita in su e viceversa