Ricami in paillettes

Hanno avuto il loro boom negli anni 20, sui costumi delle ballerine e sugli abiti di moda dell’epoca, per poi divenire immancabili sui vestiti da discoteca negli anni 70.

Le paillettes nascono in metallo, da qui il nome inglese Sequins, ovvero zecchino, l’antica moneta veneziana, per poi essere prodotte in gelatina, in materiale termoplastico, e poliestere.

La lavorazione di un abito ricamato con questa tecnica richiede una serie di accorgimenti e di controlli qualità precisi e ripetuti.

 

“I tessuti ricamati devono ricevere una particolare attenzione durante la lavorazione”

Ci troviamo a lavorare teli allover, patch e anche ricami a forma, e in ognuno di questi casi ci sono regole precise da rispettare perché il tessuto non venga compromesso durante la lavorazione. 

In ognuno di questi casi è di fondamentale importanza un controllo qualità ripetuto nelle diverse fasi della lavorazione.

Se il tessuto viene ricamato dopo il taglio, si procede ad un primo esame per testare il corretto posizionamento del ricamo sul modello tagliato. Ulteriori controlli durante le fasi della cucitura, per controllare la corrispondenza del disegno, facendo particolare attenzione che il ricamo non venga compromesso dalle lavorazioni a macchina. 

Il controllo finale a capo finito deve essere molto preciso e dettagliato: viene passato in rassegna tutto il ricamo ed applicate a mano le eventuali paillettes saltate. 

Bomber in velluto di seta con ricamo a mano in jais e paillettes”